3.8.2 sostegno, recupero e intercultura



interventi:

ATTIVITA’ DI SOSTEGNO E RECUPERO.


A) PREMESSA. Nella normativa scolastica sul tema dell’integrazione, il legislatore si è preoccupato di sottolineare che l’integrazione deve essere “reale”, cioè avvenire all’interno della classe ed in stretto collegamento col programma svolto dai docenti. Il documento della Commissione Falcucci del 1975 raccomandava di “… non legare i vantaggi dell’intervento individualizzato agli svantaggi della separazione dal gruppo più stimolante degli alunni ‘normali’”. Queste indicazioni vengono approfondite dalla C.M. 250/85: “Tutti i docenti si devono far carico della programmazione e dell’attuazione e verifica degli interventi didattico-educativi previsti dal Piano Individualizzato”.


B) INDICAZIONI. L’insegnamento deve adattarsi alle caratteristiche degli alunni: tenere conto delle differenze individuali rispetto all’apprendimento è pedagogicamente rilevante.

Gli interventi individuali verranno programmati sia per rimuovere gli effetti negativi di un retroterra socio-culturale svantaggiato, sia per promuovere una piena integrazione del soggetto in situazione di handicap.

Tutti gli interventi saranno concordati fra i docenti di classe e gli insegnanti di sostegno in sede di programmazione.

Viene previsto un coordinamento fra docenti di scuole primaria e secondaria di primo grado.

Il gruppo “H” dell’Istituto sarà composto da docenti dei due ordini di scuola, da genitori e dalla psicologa dell’U.L.S.S. 20 e dovrà verificare:

  1. il grado di accoglienza da parte della scuola dei disabili e degli alunni in difficoltà.

  2. l’assenza di barriere architettoniche.

  3. la presenza di servizi adeguati.

  4. l’esistenza nella Biblioteca di una sezione specializzata sull’handicap.

  5. l’organizzazione di una banca dati didattica in cui raccogliere percorsi significativi di integrazione.

  6. il collegamento in rete con altre scuole per scambio di ausili ed esperienze.

  7. le iniziative specifiche atte a creare una cultura dell’accoglienza nella scuola.


C) PROGRAMMAZIONE. In una integrazione scolastica gli obiettivi specifici dell’alunno vanno inquadrati ed armonizzati nell’ambito della programmazione di classe o di Istituto, altrimenti bisognerebbe parlare di semplice inserimento.

Altresì la programmazione deve tener conto di una pluralità di esigenze degli allievi, delle famiglie e del territorio.

La C.M. 258/83, che propone le indicazioni di intesa fra scuola, enti locali e A.S.L., prefigura il processo di individualizzazione di ogni allievo.


D) PROFILO DINAMICO FUNZIONALE. La C.M. 258/83 parla di “profilo biografico” in cui entrano i dati di vita dell’allievo, collegati ai dati clinici ed al piano educativo individualizzato, in cui i docenti propongono gli obiettivi didattico – educativi e gli operatori socio –sanitari definiscono gli interventi terapeutico riabilitativi.

Dopo un primo periodo di inserimento scolastico il consiglio di classe ed i sanitari, con la collaborazione dei genitori, elaborano il profilo dinamico funzionale.

Dal punto di vista programmatorio è un’ottima occasione per ricomporre l’unità dell’allievo raccogliendo le osservazioni delle agenzie educative che si occupano di lui e finalizzandole ad obiettivi discussi e condivisi.


E) PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE. Per una effettiva integrazione il P.E.I. deve adattare gli interventi previsti dai docenti nella programmazione di classe, tenendo conto della specificità dell’handicap, delle difficoltà e delle potenzialità del disabile.

In base alle indicazioni ministeriali,”… non si deve mai delegare al solo insegnante di sostegno l’attuazione del P.E.I., poiché in tal modo l’alunno verrebbe isolato anziché integrato…” (C.M. 250/85). È necessario che ogni docente partecipi alla stesura del P.E.I. adattando il contenuto del programma e proponendo metodologie che tengano conto degli obiettivi educativi e trasversali proposti per la totalità della classe.



INTERCULTURA. LA DIVERSITA’: UNA RISORSA PER LA MULTICULTURALITA’.


A) PREMESSA. Nell’Istituto sono presenti numerosi alunni stranieri (71 nelle elementari e 23 nella scuola secondaria di I grado) per cui l’azione didattica delle discipline, soprattutto quelle a forte educazione interculturale, come la storia, la lingua straniera, la geografia, la musica, l’educazione civica, dovrebbe tendere in direzione dell’educazione multiculturale: far conoscere e riconoscere la diversità, ossia scoprire la pluralità delle forme di vita e di pensiero che contraddistinguono popoli ed etnie e, al loro interno, i gruppi sociali, religiosi, ecc.

In questa prospettiva, alle conoscenze proprie della nostra cultura occorre affiancare la proposta di contenuti e modalità conoscitive proprie di realtà culturali distanti e differenti e, quindi, caratterizzate da originalità di modi di vivere e di organizzare l’esperienza.


B) FINALITA’ EDUCATIVE. Dare all’allievo l’opportunità di:

  1. conoscere le molteplicità degli alfabeti

  2. cogliere le differenti forme di comunicazioni esistenti nelle diverse società,

  3. misurarsi in una pluralità di ambiti,

  4. aumentare l’orizzonte dei possibili interessi e motivazioni.


C) INTERVENTI. Risulta pertanto necessario :

  1. valorizzare un’organizzazione didattica di tipo trasversale e pluridisciplinare: trasversale in quanto riferita alle operazioni cognitive e metacognitive comuni a qualunque impianto epistemologico disciplinare; pluridisciplinare in quanto organizzata in percorsi programmati collegialmente dal consiglio di classe o da una parte dei suoi componenti.

  2. fornire i docenti di sussidi didattici adeguati: libri – videocassette.

  3. confrontarsi e collegarsi con associazioni e rappresentanti di diverse etnie presenti nel territorio.

  4. organizzare corsi di prima accoglienza per l’alfabetizzazione linguistica degli alunni in entrata, anche con l’intervento dei mediatori linguistici.

  5. realizzare interventi di recupero durante l’orario scolastico e/o al pomeriggio per coloro che stanno già frequentando.

  6. gestire attività integrative per favorire la socializzazione e per valorizzare le singole potenzialità.

  7. concordare interventi con l’assistente sociale del Comune ed i vari centri di accoglienza ed assistenza per stabilire rapporti efficaci e collaborativi con le famiglie.


D) ATTIVITA’ PROGRAMMATE.


  1. Corso di alfabetizzazione per l’intero anno scolastico nella scuola secondaria di I grado.

  2. Attività di recupero e di rinforzo anche in orario extrascolastico.

  3. Percorsi di inserimento scolastico e sociale per i bambini stranieri e le loro famiglie.

  4. Attivazione di rapporti tra scuola, servizi A.S.L., Servizi Sociali e Amministrazione Comunale.

  5. Utilizzo delle mediatrici linguistiche per la prima accoglienza dei nuovi alunni, sia sul piano della lingua, sia per conoscere la pregressa realtà scolastica , familiare e sociale.

  6. Iniziative per educare all’accoglienza e alla solidarietà nei confronti degli alunni stranieri.



ATTIVITA’ SERALI PER GLI ADULTI


Corso di inglese per un apprendimento di base, intermedio e avanzato: inizio nei mesi di ottobre 2005 e gennaio 2006

Corso di spagnolo per un apprendimento di base e intermedio: inizio nei mesi di ottobre 2005 e gennaio 2006

Corso di danza moderna: jazz e latino americano (primo e secondo livello); inizio nei mesi di ottobre 2005 e gennaio 2006